Per mettere ordine innanzitutto nella mia mente-docente-precarizzata, in questo post riassumo il mio approccio con il Web 2.0.
Tutto cominciò in estate, dopo il 29 luglio (giorno in cui il Provveditorato di Torino, nella persona del funzionario preposto, mi diede il decreto di nomina). Verso il 3-4 agosto cominciai a realizzare che fino al giugno 2007 avrei avuto una serie di classi in cui insegnare una serie di materie.
Come fare? Didattica tradizionale o didattica in rete? Partire dai vissuti degli allievi o dalle loro competenze tecnologiche-informatiche? Puntare ai contenuti o alla relazione?
Nel dubbio, continuai a leggere il libro di Gordon.
A settembre decisi che avrei usato dei blog per comunicare con le mie classi (7 in tutto)
L’utilizzo che volevo fare del blog era però ancora legato ad una logica da “scuola 1.0″, per dirla con Antonio Sofi: caricare dispense da scaricare, comunicare in differita con gli assenti, riassumere le lezioni…niente a che vedere con la logica da “scuola 2.0″, basata sulla creazione di contenuti da parte degli allievi, da collaborazione e così via…
Per farsi un’idea, basta andare direttamente ai blog in questione: quello di Filosofia, quello di Comunicazione e quello di Psicologia.



