blogger, conversazioni, digg, internet, lazysphere, rubel
In blog, web2.0 on 21 Gennaio, 2008 at 11:02 pm
Ancora sulla lazysphere.
Nel suo post ultra-citato Steve Rubel prefigura una soluzione al problema della blogosfera fancazzista: leggere solo blogger veramente tosti, lasciando da parte quelli che puntano solo alle classifiche.
I blogger veramente tosti, naturalmente, sono blogger che fanno pensare…
Ecco lo screenshot dal post di Rubel
Questi sono alcuni dei nomi citati da Rubel.
Rubel ha predisposto un’apposita pagina su googlereader per seguire i feed dei blogger "pensanti" e "pensosi".
La potete trovare
qui.
cina, internet, oreilly, xu jinglei
In blog, web, web2.0 on 8 Maggio, 2007 at 12:41 am
Per porre rimedio al flop con opekapow mi sono messoo a leggere un pò di roba davvero web 2.0 partendo da O’Reilly…
Ho scoperto così che il blog più visitato al mondo è cinese. E’ quello della regista Xu Jinglei.
Sono andato a visitare il blog ed è tutto scritto in cinese, naturalmente
.

La cosa che mi ha colpito è la musica di sottofondo…semplicemente fantastica…
cannelloni, cucina, internet, mashup
In web, web2.0 on 4 Maggio, 2007 at 2:21 pm
L’attività di mashup, lo fa intuire la parola stessa, ha a che fare con il miscelare elementi diversi tra loro (non so perché, ma mi vengono in mente i cannelloni che cucinerò stasera….
Da quello che ho intuito, openkapow è un servizio che permette di creare dei mashups personalizzati.

Questa sera, cannelloni permettendo, vedrò di che si tratta…
arcobaleno, internet, p4c
In web on 4 Maggio, 2007 at 9:46 am
Stavo viaggiando ai 500 orari per raggiungere il loco ameno della sessione di P4C (o di FpB), quando all’improvviso si è materializzato sulla mia sinistra, in mezzo ad una macchia umida di verde: un arcobaleno gigantesco, nitido, assolutamente immobile, perfetto. Ho dovuto svoltare, materialmente e metaforicamente.
Materialmente ho svoltato sulla destra, per imboccare la via verso le classi…
Metaforicamente mi sono preso a sberle e ho cominciato ad essere felice, con buona pace di Proust, citato alla fine di “Little miss sunshine” e in accordo, ma solo apparentemente, con Luca de Biase quando parla di Csikszentmihalyi (da leggere come se si leggesse “Chicks send me high”) e della sua idea di felicità…
internet, netherlands, olanda, suoni
In web on 2 Maggio, 2007 at 10:33 pm
Capita di trovare in rete una splendida performance di quattro ragazze che salgono su un tram e cominciano a cantare…
Da ascoltare qui .
La registrazione arriva dal blog di un giovane musicista olandese.
google, internet, ricerca, walk2web
In web, web2.0 on 1 Maggio, 2007 at 4:29 pm
Volete farvi una camminata nella rete, seguendo i collegamenti ad un sito?
Ecco walk2web
Trovato in Go2web20 postato qui e qui mi pare proprio un bel servizio, perché integra il divertimento con la possibilità di cercare cose interessanti senza usare il solito google…

insegnante, internet, niente, presentazione, scuola, slideshare
In web on 25 Aprile, 2007 at 10:52 am
La scuola potrebbe essere questa roba qui…
granieri, internet, marketing, nova24, pandemia
In web, web2.0 on 21 Aprile, 2007 at 7:53 pm
Dall’ultimo post del Blog di Luca Conti estraggo questo passaggio che mi riguarda da vicino
11.45 Straordinario passaggio di Giuseppe Granieri su come si incontra domanda e offerta nei grandi media. Nòva, preso ad esempio, raggiunge il suo lettore sparando nel mucchio. Chi finisce per leggere un articolo su Nòva deve: alzarsi, uscire, andare in edicola, comprare Il Sole, aprire Nova, essere attratto da un titolo, trovare il tempo di leggere l’articolo. L’articolo poi ha vita breve perché già il giorno dopo si inseriscono nuove variabili, ammesso che qualcuno abbia segnalato il pezzo: alzarsi, andare in bibblioteca, commuovere la signorina dell’emeroteca, trovare Il Sole 24 Ore, prendere Nova e leggere l’articolo. Giuseppe non ha tutti i torti, no?
La cosa mi riguarda, dicevo, perché a me sta succedendo di rincorrere il numero di Nova del 5 aprile che si è occupato delle nuove tecnologie infotelematiche e della scuola: sto aspettando di avere un momento libero per andare in biblioteca e leggermi gli articoli in maniera approfondita.
La logica del Sole non la capisco nemmeno io: come mai se vuoi leggere, ad esempio, Tuttolibri de La Stampa vai nella versione web del giornale e la trovi? Certo, è solo in formato pdf, non puoi interagire con nessuno però almeno lo trovi e non devi faticare più di tanto.
A questo proposito mi viene in mente un post del 30 Marzo 2007 di Marco Camisani Calzolari, in cui si evidenziava in maniera netta e rigorosa come la differenza tra chi effettivamente crede nelle nuove tecnologie e chi invece fa finta di crederci possa passare anche attraverso gesti quotidiani molto molto semplici (ad esempio prendere appunti con carta penna durante un convegno…)
avatar, internet, reale, realtà, second life, virtuale
In web, web2.0 on 17 Aprile, 2007 at 12:18 am
La notizia è - approssimativamente – questa: l’FBI indaga sui casinò di Second Life (qui e qui due articoli in merito. Un articolo simile, firmato Umberto Rapetto, con riferimenti alla legge italiana, lo potete trovare sul Nova24 del 12 aprile)
La domanda è –approssivamente – questa: se in Second Life uccido qualcuno, chi viene ad arrestarmi?
Ulteriore domanda (anche questa approssimativa).
Tempo fa una nota grande imprenditrice di Second Life è stata vittima di un attacco di falli giganteschi (qui il post di cristiancontini ) durante una intervista televisiva. I falli giganti hanno raggiunto anche il corrispettivo reale dell’imprenditrice?
Giro (in maniera vituale, intendo) il tutto ai blogger più esperti di me sparsi per il web.

adolescenti, adulti, giovani, internet, tecnologia
In web on 13 Aprile, 2007 at 10:45 am
Il Gramellini de La Stampa ieri, nella sua rubrica “Buongiorno” , ha messo in luce l’ipocrisia di chi vorrebbe vietare la possibilità di caricare video in rete, come se le cose che accadono nel mondo reale non fossero comunque gravi, anche quando nessuno le riprende. Secondo Gram., il punto è che
“…il deserto morale che scorre sul computer non nasce lì dentro, ma dalla vita reale”.
Quelli che vorrebbero censurare la rete dimenticano di condannare o di cercare un rimedio al “deserto morale” che porta ragazzine di sedici anni ad organizzare una “seduta plastica” con tre amici, o ragazzi ad andare ai 240 all’ora in galleria,o altri ragazzi a picchiare compagni disabili…
Gramellini fa il suo lavoro, ed è giusto che ponga questioni.
Tra l’altro anche Alberto in un post recente ha ripreso gli argomenti del Gram., come anche lattuga con questo altro post.
Io penso però che non ci si debba stupire più di tanto. Combattere il “deserto morale” è molto più difficile e complesso che non combattere nuove tecnologie. Prendersela con l’ultimo ritrovato della tecnica è più semplice che non prendersela con qualcosa che fa parte di noi, della nostra cultura.
Perché il punto è questo: il mondo (adulto? occidentale? industrializzato?) è un deserto morale. Nel senso che non ci sono più valori forti che possono fare da riferimento per le condotte individuali.
Basta rileggere Nietzsche (qui Natoli risponde alla domanda “Cosa sono i valori?”) o Weber o i francofortesi o Lyotard.
Tra l’altro, deserto morale e sviluppo della tecnica, probabilmente, vanno di pari passo…
Sta a noi (adulti?) sviluppare un uso positivo delle nuove tecnologie.
internet, web 2.0, weblandia
In insegnamento on 21 Febbraio, 2007 at 1:11 pm
Weblandia è il paese del web, punto e basta. E’ una zona dello spirito, più che della materia. Qualcosa che è sempre dentro di noi, a cui accediamo in maniera esplicita e pubblica di quando in quando ma che in fondo “ci abita”.
Gestire un blog, loggarsi, inserire siti preferiti, navigare, mappare, costruire blogroll e così via…
Tutto questo insieme di attività equivale ad imparare?
E cosa ha a che fare con la scuola tutto questo?