Nel mio post di dell’altro giorno citavo la lazysphere.
Ecco una definizione di Steve Rubel
The Lazysphere – a working definition – is a group of bloggers who I won’t name by name, but you can spot them a mile away. Rather than create new ideas or pen thoughtful essays, they simply glom on to the latest news with another "me too" blog post. Their goal is largely to land on Techmeme and sometimes digg – perhaps Google in an archival/Long Tail perspective. These sites – and Twitter too – have perpetuated a lot of lackadaisical writing. The Attention Crash is another factor at work here. People don’t have as much time to think.
Micro Persuasion: The Lazysphere and the Decline of Deep Blogging
Traducendo a braccio, potremmo dire che la lazysphere è costituita da un gruppo di blogger che invece di creare nuove idee o di scrivere articoli densi e significativi, si lasciano trascinare dall’ultima notizia – per lo più di origine tecnologica, aggiungo io -in modo da farci un post che li porti ad avere maggiore visibilità su Techmeme e su Digg.
Mi sembra una polemica molto simile (potrei pure sbagliare però…) a quella suscitata nella blogosfera italiana sugli alberelli di link nel periodo natalizio e su blogbabel (illuminante post e relativi commenti sul blog di Napolux).
Se volessimo tradurre la polemica all’interno del panorama sociolinguistico italiano, si potrebbe dire che esistono bloggers fancazzisti (lazy bastards) e blogger pensanti (thinking bloggers), rappresentanti di una blogosfera fancazzista da una parte e di una blogosfera seria, pensante ed intellettualmente matura dall’altra.
Le cose, però, non sono così nette e definite.
Se bloggare è un’attività libera, allora ogni blogger è libero di fare e scrivere sul proprio blog tutto ciò che gli pare.
Perché criticare chi vuole scalare le classifiche divertendosi?
E’ proprio così necessario che si debba tutti postare su argomenti importanti, seri e profondi?
Da lettore-utente voglio poter scegliere tra stili di blogger molto diversi tra loro.
Inoltre, non è raro trovare blogger che nonostante si divertano a scalare classifiche con alberelli e meme, scrivano comunque post di alta qualità.
A poi.