maxilprof

Archivio per Gennaio 2008

Luci nella notte

In Uncategorized on 23 Gennaio, 2008 at 10:15 pm

via Ivan jurado dalle interstingness di flickr

Blogged with Flock

Human pet e identità

In Uncategorized on 23 Gennaio, 2008 at 9:47 pm

Scenario 1

Nel bar della scuola, consumando un panino. Ascoltando la radio, sento la notizia della coppia umana (e non umana) in uno fa il padrone e l’altro fa l’animale domestico. A Londra. Lei, l’animale domestico, è al guinzaglio, per le strade di Londra.  Quando sono a casa no. Fa l’animale domestico pigro. Non spazza, non cucina, non stira: poltrisce. L’animale domestico-donna  e il suo padrone-fidanzato salgono su un bus ma vengono fermati dall’autista: "I cani non possono salire", dice l’autista. Loro si arrabbiano. Accusano l’autista di discriminazione.

 

Scenario 2

A casa. Cucinare.

Leggo in rete la stessa notizia su thisislondon.

La frase dell’autista suona così: "We don’t let freaks and dogs like you on".

La vicenda sembra complessa: la coppia è stata discriminata due volte, a quanto pare.

Una prima volta per il fatto di vedersi negato il diritto da parte della donna di essere identificata come una donna-animale domestico.

Una seconda volta per il fatto di essere vestiti e di atteggiarsi come dei freaks. In particolare, come si nota dalla foto , i due sono la tipica coppia alla merylin menson.

 

Scenario 3. Il problema.

 

Da questa vicenda emerge un problema filosofico inerente l’identità della donna-animale domestico (si chiama Tasha Moltby):

se Miss Moltby definisce se stessa un animale domestico e si comporta come un animale domestico (il guinzaglio è un segno inequivocabile?), perché si è offesa quando l’autista non l’ha fatta salire? Certo, l’ha chiamata "cagna". Però non avrebbe dovuto rispettare il regolamento riservato agli animali domestici, in onore della sua identità?

Quindi in cosa si sostanzia  la nostra l’identità? Nella nostra auto-definizione o nei segni che gli altri leggono dall’esterno?

Uploadgeek al lavoro

In web2.0 on 22 Gennaio, 2008 at 6:39 pm

Visit UploadGeek

Via maestroalberto, naturally.

Blog che fanno pensare

In blog, web2.0 on 21 Gennaio, 2008 at 11:02 pm

Ancora sulla lazysphere.

Nel suo post ultra-citato Steve Rubel prefigura una soluzione al problema della blogosfera fancazzista: leggere solo blogger veramente tosti, lasciando da parte quelli che puntano solo alle classifiche.

I blogger veramente tosti, naturalmente, sono blogger che fanno pensare…

Ecco lo screenshot dal post di Rubel

Questi sono alcuni dei nomi citati da Rubel.

Rubel ha predisposto un’apposita pagina su googlereader per seguire i feed dei blogger "pensanti" e  "pensosi".

La potete trovare

qui.

Lazysphere vs thinking bloggers

In Uncategorized on 21 Gennaio, 2008 at 1:50 am

 

Nel mio post di dell’altro giorno citavo la lazysphere.

Ecco una definizione di Steve Rubel

The Lazysphere – a working definition – is a group of bloggers who I won’t name by name, but you can spot them a mile away. Rather than create new ideas or pen thoughtful essays, they simply glom on to the latest news with another "me too" blog post. Their goal is largely to land on Techmeme and sometimes digg – perhaps Google in an archival/Long Tail perspective. These sites – and Twitter too – have perpetuated a lot of lackadaisical writing. The Attention Crash is another factor at work here. People don’t have as much time to think.

Micro Persuasion: The Lazysphere and the Decline of Deep Blogging

 

Traducendo a braccio, potremmo dire che la lazysphere è costituita da un gruppo di blogger che invece di creare nuove idee o di scrivere articoli densi e significativi, si lasciano trascinare dall’ultima notizia – per lo più di origine tecnologica, aggiungo io -in modo da farci un post che li porti ad avere maggiore visibilità su Techmeme e su Digg.

Mi sembra una polemica molto simile (potrei pure sbagliare però…) a quella suscitata nella blogosfera italiana sugli alberelli di link nel periodo natalizio e su blogbabel (illuminante post e relativi commenti sul blog di Napolux).

Se volessimo tradurre la polemica all’interno del panorama sociolinguistico italiano, si potrebbe dire che esistono  bloggers fancazzisti (lazy bastards) e blogger pensanti (thinking bloggers), rappresentanti di una blogosfera fancazzista da una parte e di una blogosfera seria, pensante ed intellettualmente matura dall’altra.

Le cose, però, non sono così nette e definite.

Se bloggare è un’attività libera, allora ogni blogger è libero di fare e scrivere sul proprio blog tutto ciò che gli pare.

Perché criticare chi vuole scalare le classifiche divertendosi?

E’ proprio così necessario che si debba tutti postare su argomenti importanti, seri e profondi?

Da lettore-utente voglio poter scegliere tra stili di blogger molto diversi tra loro.

Inoltre, non è raro trovare blogger che nonostante si divertano a scalare classifiche con alberelli e meme, scrivano comunque post di alta qualità.

A poi.

Perché posto così poco.

In Uncategorized on 17 Gennaio, 2008 at 11:27 pm

Eccoci arrivati al fine settimana.

Lo so: l’attualità preme…

Mastella, il governo, i rifiuti, le palline giù per piazza di spagna, la arcuri che fa cilecca, coco che si difende, le valanghe in montagna, il kenya, l’india, il pakistan, le polemiche sulla lazysphere, le polemiche su blogbabel, il  ces, il video di gates, il notebook della Apple…

Eppure io sono da un’altra parte…

E veniamo al dunque: perché posto così poco?

Questi ultimi giorni sono stati deliranti: scrutini, colloqui con i genitori, dipartimenti, collegio docenti…

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La sera bloggare è tabù: per la famiglia e per me stesso.

Crollato un paio di volte.

La notte diventata il santuario del riposo.

Stasera no. Non stasera, che sto terminando la preparazione delle verifiche per domani (prof, sempre all’ultimo momento, vero? e poi dite a noi…)

Stasera posto.

Poi venitemi pure a prendere, perché ho scoperto che P. Hilton ha scritto una canzone.

Non è questo il problema.

Il problema è che la canzone mi piace.

L’ho scoperto su Last FM.

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Personal blogging style

In Uncategorized on 11 Gennaio, 2008 at 10:32 pm

Come se fosse un appunto, preso in apnea.

Qual’è il mio modus operandi?

1. leggo l’aggregatore;

2. penso a cosa scrivere;

3. scrivo;

4. stendo una prima bozza del post;

5. rileggo l’aggregatore;

6. rifinisco il post;

7. pubblico sul blog.

Forse.

2007, dicembre, natale, neve 099

Why we blog

In blog on 10 Gennaio, 2008 at 12:47 pm

Grazie a contaminazioni che ha ripreso la notizia da haramliho inserito questo banner nella sidebar.

E’ un elenco di motivazioni che spingono una persona a “bloggare”.
Il banner serve innazitutto a me, come semi-blogger e come persona.
Serve anche come segnale di solidarietà con un’iniziativa nata in rete e di cui ho scoperto l’esistenza grazie a Pandemia.

Mezzo di trasporto

In Uncategorized on 9 Gennaio, 2008 at 11:57 pm

E’ con malcelato orgoglio che presento il mio mezzo di trasporto mattutino…
(Non fa molto Ladri di Biciclette?)

Posted by Picasa

Come impariamo (howwelearn)

In Uncategorized on 9 Gennaio, 2008 at 11:35 pm

 

Perle di saggezza nell’ambito dell’insegnamento

10% of what we READ

20% of what we HEAR

30% of what we SEE

50% of what we SEE and HEAR

70% of what is DISCUSSED with OTHERS

80% of what is EXPERIENCED PERSONALLY

95% of what we TEACH TO SOMEONE ELSE

William Glasser

How We Learn

The same old 1000 words

In Uncategorized on 9 Gennaio, 2008 at 2:42 pm

Io e le mie mille parole siamo stati molto lontani in questo periodo, io a fare le cose legate al mio quotidiano procedere verso una morte certa ed indecorosa, loro a sfarfallare qui e là sulla punta più alta ed emaciata del mondo.

Senza fantasia, pieno solo di cose da vivere, ho dimenticato ancora una volta il mio lato oscuro, la mia essenza più profonda, l’alfa e l’omega.

Come la segatura sul pavimento di quando pulivamo come si deve il pavimento di marmo: la stessa segatura imbevuta di liquido detergente e disinfettante, a ricordarci di essere persone normali e distinte nel nostro lavoro.

Così le mille parole si sono allontanate, quasi si fossero offese. Le prendo e le lascio. Cos’altro potrebbero fare?

 

La scuola e il futuro

In Uncategorized on 9 Gennaio, 2008 at 1:44 pm

Nonostante i miei alti e bassi, considero un privilegio insegnare nella scuola superiore italiana.

Non per gli orari relativamente brevi; non per lo stipendio relativamente basso alto; non per la relazione sociale e professionale con altri precari insegnanti come me.

Ritengo che l’insegnamento sia un privilegio per il contatto che si instaura con le nuove generazioni.

Al contrario di quello che si sente in giro, ho fiducia nei giovani.

In questi giovani.

Nonostante la fatica quotidiana nel trovare le strategie adeguate per interessarli .

Nonostate la fatica nel tenere a bada i loro impulsi al fare-il-meno-possibile.

Nonostante tutto, insomma.

Fouad libero

In Uncategorized on 6 Gennaio, 2008 at 1:58 am

Fouad

In Uncategorized on 6 Gennaio, 2008 at 1:53 am

 

A life spent making mistakes is not only more honorable,
but more useful than a life spent doing nothing.

George Bernarnd Shaw

 

Io che gestisco questo blog a tempo perso, tutto intorcigliato con i miei miasmi personali e ultra-soggettivi, quasi mi vergogno di sentire che nel mondo ci sono blogger che lottano per la libertà di espressione e che per questo motivo vengono incarcerati e maltrattati fisicamente e uccisi.

Per questo partecipo alla campagna per Fouad.

Via Pandemia.

Bee movie

In Uncategorized on 5 Gennaio, 2008 at 12:18 am

E così sono stato a vedere Bee-Movie.

 

 

Via mymovies

Globalmene parlando, un film di animazione come tanti altri, con il protagonista a combattere una battaglia tutta sua alla ricerca della propria libertà e personalità autentica e così via. Di seguito, il recupero del senso della comunità, con un ritorno alla tradizione all’interno di un mondo reso migliore guarda caso proprio dal protagonista.

ATTENZIONE: DI SEGUITO VERRA’ SVELATA, SEPPUR METAFORICAMENTE, LA TRAMA DEL FILM.

Punti salienti:

1. la vita delle api vista dal di dentro, naturalmente tratteggiata dal punto di vista umano (le api vanno a lavorare in macchina, hanno una casa, vanno a scuola…);

2. la cotta di un – ape per una ragazza umana (indovinate un pò che mestiere fa la ragazza? Sì:LA FIORISTA)

3. l’ape che diventa avvocato per difendere il copyright delle api sul miele (niente più miele prodotto dagli umani, niente più commercialzzazione del miele attraverso icone varie di orsesca fattura – pure Pooh deve rinunciare al miele…-);

4. i cameo di Sting e di Ray Liotta (su NNDB una simpatica radiografia ) e di Larry King;

5. le api che sanno volare e che salvano il mondo salvando un areo con sopra gli ultimi fiori della terra…

Giudizio.

La prima parte del film è piuttosto veloce e vivace. Sembra promettere bene fino all’incontro con l’umana-fiorista. Poi si blocca. Lo-ape si innamora. L’umana di innamora anche lei? Poi arriva la faccenda del miele rubato. E il cartoon diventa un legal-cartoon. In sostanza un pò deluso.

 

10 buoni propositi per il 2008

In Uncategorized on 4 Gennaio, 2008 at 3:02 pm

Alla giusta distanza di smalimento delle festività natalizie e "montagnose",  emano i miei dieci solidi buoni propositi:

1. Imparare una nuova lingua;

2. Essere più felice;

3. Diventare blogger sul serio;

4. Scrivere un libro;

5. Ascoltare di più;

6. Fare un viaggio all’estero;

7. Andare al cinema almeno dieci volte;

8. Diventare più ordinato;

9. Aggiornarmi costantemente nell’arte dell’insegnamento;

10. Radermi ogni giorno.

 

Ecco, l’ho fatto…

 

A poi

2007, dicembre, natale, neve 094